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9 settembre 2019

CASTELVECCHIO (CASTRUM VETUS)

Località medievale della Valdelsa

DATA ESCURSIONE: 30/10/2016

PARTENZA: San Donato

ARRIVO: Rovine di Castelvecchio

TEMPO DI PERCORRENZA: 1,20 h. fino a Castelvecchio; 3,30 h. intero anello

DIFFICOLTA': T/E

SEGNAVIA: indicazioni "Castelvecchio"

 

Complice un lavoro di recupero di vecchie immagini che conservavo su un hard disk (danneggiato), mi sono capitate sotto mano le foto di una vacanza in Toscana di fine 2016. Méta della vacanza le caratteristiche San Gimignano e Volterra: fin qui, niente da dire, se non fosse per il fatto che, poco prima di partire, individuato un posto dove dormire la notte, ci siamo resi conto di essere a davvero pochi chilometri (a piedi) da un antico borgo abbandonato.

Per questo motivo, oltre alla valigia, abbiamo deciso di portare con noi anche zaino e scarponi per approfittare di questa fortunata coincidenza per visitare Castelvecchio - questo il suo nome - borgo fortificato medievale la cui visita mai vi avevo raccontato su queste pagine.

Partiamo da San Donato, località a pochi minuti da San Gimignano, dove non abbiamo nemmeno il problema del parcheggio, perché il sentiero per Castelvecchio parte a 100 metri dall'hotel Terre Rosse dove alloggiamo. Le segnalazioni  sono evidenti e il percorso si snoda inizialmente su un'ampia sterrata che avanza in direzione ovest tra i corbezzoli, raggiungendo in alcune decine di minuti un podere isolato (Il Caggio): lungo il primo tratto di percorso, un punto panoramico preannuncia la vista di Castelvecchio, regalando un'anteprima del bastione che svetta tra la vegetazione.

Proseguendo oltre il podere, si raggiunge un bivio, al quale ci teniamo a sinistra in discesa, seguendo le indicazioni per Castelvecchio ed ignorando i cartelli che avvisano del divieto di entrare nell'area archeologica: proseguendo su quella che, un tempo, era una evidente mulattiera, attraversiamo un rio (il Botro di Castelvecchio) e prendiamo lentamente a salire, fino a giungere in vista delle rovine del borgo (poco più di un'oretta di cammino).

Il villaggio sorge in una zona impervia tra Volterra e San Gimignano, alle pendici del Poggio del Comune, su uno sperone di calcare cavernoso solcato da due corsi d'acqua laterali e dell'insediamento si hanno le prime notizie intorno al 1140, anche se pare fosse già abitato in epoca precedente. Tuttavia, la sua posizione isolata ne fu al tempo stesso fortuna e rovina, perché dopo essere passato dal controllo di Volterra a quello di San Gimignano nel 1200, ed essere utilizzato come roccaforte a difesa della città, venne successivamente abbandonato in seguito allo spostamento dei confini di San Gimignano a danno di Volterra, cadendo in rovina dal 1308. Gli abitanti, condannati alla miseria a causa dell'assenza di terre da coltivare, resistettero fino al 1485 quando Castelvecchio venne dichiarato epicentro di peste e, quindi, destinato ad un sempre più marcato isolamento. Negli anni seguenti il numero degli abitanti continuò a ridursi e rimase in uso solo la Chiesa di San Frediano, abbandonata nel 1866 a causa del crollo del tetto.

Il luogo rimase totalmente dimenticato fino agli anni Settanta del secolo scorso, quando su iniziativa dell'allora sindaco di San Gimignano iniziarono le operazioni di riscoperta dell'insediamento ad opera dei volontari, che hanno consentito di fare emergere nuovamente il piccolo villaggio dalla vegetazione, portando alla nascita, nel 1996, della Riserva Naturale di Castelvecchio.

Le immagini che abbiamo scattato, ben testimoniano la particolarità di questo luogo fantasma e il duro lavoro che i volontari si sono sobbarcati per riportare alla luce questo sperduto villaggio, racchiuso dalle mura realizzate in pietra locale (la c.d. "pietra di Castelvecchio") e dove sono ancora visibili le rovine di due mulini, di una cisterna per la raccolta delle acque e i ruderi della Chiesa di San Frediano, oltre alla torre e al mastio gravemente danneggiato.

Terminata la visita a Castelvecchio, fatto ritorno attraverso lo stesso percorso al precedente bivio, abbiamo quindi optato per concludere la nostra escursione attraverso un anello all'interno della Riserva Naturale di Castelvecchio, passando per Pian delle Fornaci e facendo ritorno a San Donato dopo una piacevole (ma purtroppo poco panoramica) passeggiata.

A un passo dalla vetta
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